Ci sono periodi più o meno lunghi in cui è come camminare con uno zaino più pesante del solito. Non possiamo sempre scegliere il tratto di strada da percorrere, ma possiamo accorgerci di quanto peso stiamo portando, aggiustare il passo, fermarci un momento, chiedere una mano, togliere qualcosa che non serve. Questo non ci permette di cambiare strada o evitare la salita. Però può cambiare molto il modo in cui l’affrontiamo.
Con le risorse e gli strumenti giusti, non solo si affronta meglio il tratto difficile, ma si può anche scoprire di avere dentro più capacità e solidità di quanto si pensasse.
Quando attraversiamo un periodo difficile
La vita non segue un percorso sempre lineare. Ci sono momenti più tranquilli e altri più complessi, fatti di difficoltà quotidiane, cambiamenti importanti o eventi che lasciano un segno più profondo, come un lutto, una malattia seria, un incidente o una situazione che modifica improvvisamente gli equilibri abituali. Nessuno attraversa questi passaggi nello stesso modo. Ogni esperienza può portare con sé pensieri, emozioni forti, fatica e incertezza.
Eppure, col tempo, molte persone riescono ad adattarsi, che non vuol dire arrendersi, anche a situazioni molto difficili. In psicologia, questa capacità viene spesso collegata al concetto di resilienza. Non si tratta semplicemente di rialzarsi dopo un evento e di tornare come prima. Riguarda piuttosto il modo in cui una persona affronta ciò che la mette alla prova, prova a ritrovare un equilibrio e, per quanto possibile, continua ad andare avanti in modo funzionale.
Questo non significa che le esperienze dolorose non facciano male. Alcuni eventi possono essere davvero pesanti e lasciare un segno importante. Ma non per questo devono determinare da soli tutta la direzione della nostra vita. Anche nei periodi più difficili, possono esserci aspetti su cui intervenire, sostegni da riconoscere, risorse da coltivare e modi diversi di stare con ciò che stiamo vivendo.
Parlare di resilienza, però, non vuol dire immaginare persone che non soffrono, che restano sempre forti o che reagiscono subito nel modo migliore. Chi affronta una perdita, un trauma o un periodo di forte stress prova spesso dolore emotivo, fatica anche fisica, smarrimento e momenti di grande vulnerabilità. Attraversare una difficoltà può essere tutt’altro che lineare e può includere anche molta sofferenza.
Allo stesso tempo, la resilienza non è una qualità innata che appartiene solo ad alcune persone. Non è qualcosa che pochi hanno per natura e altri no. Riguarda piuttosto modi di pensare, comportamenti e azioni che possiamo imparare e sviluppare nel tempo. Per questo, più che una dote eccezionale, può essere vista come una capacità umana che può crescere in modi diversi da persona a persona.
Costruire questa capacità richiede tempo, intenzionalità e una certa continuità. Non avviene tutta insieme e non nasce solo nei grandi momenti. Si sviluppa anche attraverso ciò che coltiviamo nel quotidiano. In particolare, ci sono alcuni aspetti che possono fare da base, come i legami con gli altri, la cura del proprio equilibrio psicofisico, un modo di pensare meno rigido e più realistico, e la possibilità di trovare un senso o un orientamento anche dentro esperienze difficili.
Nei prossimi punti vedremo meglio quali risorse possono aiutarci ad attraversare periodi pesanti con un po’ più di sostegno, stabilità e capacità di adattamento.
Prendersi cura del corpo e dell’equilibrio psicofisico
Riconoscere che lo stress passa anche dal corpo. Quando attraversiamo un periodo difficile, non è coinvolta solo la mente. Le emozioni e lo stress si sentono anche nel corpo. Può cambiare il sonno, il respiro, il livello di energia. Possiamo sentirci più tesi, più stanchi o più facilmente irritabili. Per questo, prendersi cura del corpo non è qualcosa di secondario. È una parte concreta del modo in cui affrontiamo gli eventi.
Sostenere il corpo con abitudini semplici. Dormire a sufficienza, mangiare in modo adeguato e fare un po’ di movimento con regolarità può aiutare il corpo a sostenere meglio la fatica e a ridurre il peso di alcuni stati emotivi come ansia o tristezza.
Coltivare la consapevolezza. Anche la mindfulness può essere utile come altre pratiche tra le quali la meditazione, lo yoga o anche semplici momenti di attenzione consapevole possono aiutare a fermarsi, osservare meglio come stiamo e ritrovare un po’ di stabilità.
Quando il sollievo dura poco. Nei momenti di fatica può venire spontaneo cercare un sollievo rapido. A volte succede con lo scrolling continuo sul telefono, con il riempire ogni spazio senza pause, con il mangiare in modo automatico, con l’eccessiva attività fisica, con il bere troppo o con altre abitudini che danno un sollievo immediato ma spesso solo momentaneo. In questi momenti, può essere più utile provare a dare al corpo e alla mente risorse reali per affrontare lo stress, invece di cercare soltanto di non sentirlo.
Coltivare relazioni e supporto
Il valore delle relazioni. Nei momenti difficili, il contatto con persone empatiche e comprensive può ricordarci che non siamo soli. Avere accanto qualcuno di affidabile, che ascolta senza giudicare e che accoglie quello che stiamo provando, può offrire un supporto reale e aiutarci a reggere meglio un periodo faticoso.
Non chiudersi del tutto. Nei momenti difficili tendiamo spesso a chiuderci o a prendere le distanze dagli altri. Proprio per questo, può essere importante accettare il sostegno di chi ci vuole bene e provare, quando possibile, a non interrompere del tutto i legami che ci fanno stare bene. A volte basta anche qualcosa di semplice, come vedere una persona cara, parlare o condividere un’attività con un amico o ritagliarsi un momento vero di vicinanza.
Contesti condivisi. Oltre ai rapporti più stretti, anche sentirsi parte di un gruppo può essere di aiuto. Per alcune persone, associazioni, gruppi di mindfulness, di incontro o altri contesti condivisi possono offrire sostegno, continuità e un senso di appartenenza. Nei periodi più pesanti, sentirsi in contatto con qualcuno o con qualcosa può fare una differenza concreta.
Riconoscere il modo in cui pensiamo
Provare a vedere le cose in modo più realistico. Il modo in cui interpretiamo una difficoltà può influire molto su come la viviamo. Nei momenti di stress può capitare di vedere tutto più nero, di ingigantire un problema o di pensare che andrà tutto male. Provare a riportare le cose nella giusta misura può aiutare a sentirsi meno travolti e a rispondere in modo più lucido.
Accettare ciò che non possiamo cambiare. Alcune situazioni non dipendono da noi, o non possono essere modificate subito. Accettarlo non significa arrendersi. Significa, piuttosto, smettere di consumare energie contro qualcosa che non possiamo controllare e provare a portare l’attenzione su ciò che invece possiamo fare.
Provare a mantenere uno sguardo fiducioso. Quando stiamo attraversando un periodo difficile, è facile pensare che le cose resteranno così per sempre. Uno sguardo un po’ più fiducioso non cancella la fatica, ma può aiutarci a non identificarci del tutto con ciò che stiamo vivendo e a lasciare aperta la possibilità che qualcosa, col tempo, possa cambiare.
Ricordare ciò che ci ha aiutato in passato. Guardare ad altri momenti difficili già attraversati può essere utile. Possiamo chiederci che cosa ci ha sostenuto allora, da chi ci siamo sentiti aiutati, quali risorse abbiamo trovato dentro o intorno a noi. Non per ripetere tutto allo stesso modo, ma per ricordarci che non partiamo da zero.
Trovare un senso e una direzione
Fare qualcosa di utile. Nei periodi difficili può aiutare non restare del tutto fermi. Anche fare qualcosa di utile, per sé o per qualcun altro, può ridare un minimo di orientamento e ricordarci che non tutto è bloccato. A volte basta anche un gesto semplice, come occuparsi di qualcosa di concreto, sostenere una persona vicina o rimettere un po’ di ordine in una parte della propria giornata.
Chiedersi che cosa si può fare. Riconoscere la fatica e le emozioni che proviamo è importante, ma può essere utile anche chiederci che cosa possiamo fare, concretamente, rispetto a ciò che stiamo vivendo. Quando un problema sembra troppo grande, provare ad affrontarlo tutto insieme spesso ci blocca ancora di più. Suddividerlo in passi più piccoli può renderlo più affrontabile.
Muoversi verso obiettivi realistici. Avere una direzione non significa risolvere tutto subito. Può voler dire anche fare una sola cosa possibile oggi, che ci aiuti a non restare immobili. Un obiettivo realistico, anche piccolo, può ridare continuità e farci sentire un po’ meno in balia di quello che sta succedendo.
Riconoscere ciò che stiamo imparando. Non tutte le difficoltà insegnano qualcosa, e non sempre è utile cercare subito un significato. Ma a volte, col tempo, alcune persone si accorgono di aver capito meglio che cosa conta davvero, di aver conosciuto più a fondo sé stesse o di aver scoperto risorse che prima vedevano meno.
Chiedere aiuto quando serve
Per molte persone, le proprie risorse, le relazioni vicine e alcune abitudini quotidiane possono essere un aiuto importante nei periodi difficili. A volte, però, questo non basta. Ci si può sentire bloccati, fare fatica ad andare avanti o accorgersi che lo stress sta incidendo troppo sul sonno, sull’umore, sulle relazioni o sulla vita di tutti i giorni.
In questi momenti, chiedere aiuto non è un segno di debolezza. Può essere, al contrario, una parte importante del prendersi cura di sé. Il supporto di un professionista competente può offrire uno spazio in cui capire meglio ciò che sta succedendo, sentirsi meno soli e trovare un modo più sostenibile per affrontare quello che si sta vivendo.
Conclusione
Non possiamo evitare tutte le difficoltà, né controllare tutto ciò che accade. Possiamo però riconoscere meglio ciò che ci aiuta ad affrontare i periodi più pesanti, a sviluppare una maggiore capacità di adattamento e, con il tempo, a ritrovare un equilibrio. A volte si tratta di ripartire da se stessi e dal proprio corpo. Altre volte dal supporto degli altri, da un passo concreto, da un modo più realistico di guardare a ciò che stiamo vivendo o dalla scelta di chiedere aiuto.
Nei periodi difficili non esiste una formula unica che vada bene per tutti. Esistono però risorse, gesti quotidiani e forme di supporto che possono aiutarci a non affrontare tutto da soli e a ritrovare, poco alla volta, un modo più stabile di stare dentro a ciò che stiamo vivendo.
Tra le fonti e riferimenti, anche alcuni materiali dell’American Psychological Association sul tema della resilienza.
Articolo di David Bacchi, Psicologo






